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    INK 33

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    In collaborazione:

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    Corsi promossi da:

    capit

    INK33 è un laboratorio di idee e progetti nel campo dell’incisione, della stampa artistica e  dell’illustrazione.

    Nel cuore di Ravenna, in una antica corte, luogo in cui il torchio non perde il suo valore, si sviluppano percorsi creativi attraverso le tecniche classiche: incisione su zinco, su linoleum e su legno. Il desiderio di contribuire all’approfondimento e alla divulgazione di tale arte, porta ad organizzare workshop con maestri incisori indirizzati agli illustratori, ai pittori, agli scultori e ai giovani studenti di Belle Arti, Licei Artistici e a tutti coloro che abbiano come obiettivo la propria realizzazione artistica e creativa.
    Rivitalizzare l’antica pratica rendendola sempre più contemporanea e accessibile a tutti è il nostro scopo. I corsi permettono l’approccio e il consolidamento delle principali tecniche calcografiche e rilievografiche, basandosi sul lavoro pratico adattato ai livelli individuali dei partecipanti.
    Verranno inoltre ripercorse le tappe fondamentali della storia dell’incisione dalle origini ad oggi con collegamenti ad esperienze che uniscono le antiche tecniche incisorie ad un linguaggio contemporaneo.
    I workshop di incisione sono tenuti e organizzati dall’illustratore/incisore Enrico Rambaldi con la preziosa presenza della maestra incisora Annalicia Caruso (Incisione Bologna) e dallo Xilografo Andrew Stone (Xilografia Giapponese)

    Modulo

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    Dal 16 al 17 APRILE 2016

    01_ACQUAFORTE_HEADER_DEF
    fregio_lungo

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    L’acquaforte è la prima tecnica indiretta in cavo ed è la più usata come mezzo espressivo dagli artisti antichi e moderni.

    Il segno ottenuto è visibilmente netto e pulito. Consigliatissimo per chi lavora a pennello o pennino e a chi esegue lavori di precisione.

     

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE

    Si inizia con la lucidatura della lastra di zinco grezza con carte abrasive adatte ai metalli, in genere si parte dalla grana 600/800/1000, per finire la lucidatura a specchio con la 1200. Volendo si può ultimare questa operazione con della pasta lucidante per metalli. Si smussano spigoli e bordi con raspa e raschietto, poi si procede alla sgrassatura con bianco di Spagna e si ripulisce sotto l’acqua corrente. A questo punto si copre la superficie della lastra con vernice per acquaforte resistente all’acido che, una volta asciutta, verrà affumicata e vi sarà trasferito in modo speculare il disegno stabilito con carta da lucido, poiché l’affumicatura funge da carta ricalcante. Si procederà al lavoro di asportazione della stessa vernice per mezzo di punte metalliche per scoprire il disegno e fare la morsura in acido con le dovute precauzioni, sia personali con guanti e mascherina, sia del retro della lastra con scotch resistente all’acido.
    La morsura, a seconda dell’esigenza richiesta dal risultato finale, può essere unica o suddivisa in vari tempi o combinata con altre tecniche.
    Si consiglia sempre l’uso di un diario delle lastre, al fine di segnare tutti i passaggi del lavoro in corso e come promemoria per le successive matrici. Una volta terminate le morsure si elimina la vernice con petrolio o acquaragia e si procede all’ inchiostratura e alla stampa al torchio.
    L’inchiostratura si esegue con specifici inchiostri calcografici di vari colori e marche che si spalmano con spatole per incisione. Subito dopo si elimina l’inchiostro in eccesso con tarlatana e carta di elenchi telefonici e si puliscono bene i bordi. La stampa si esegue con l’apposito torchio calcografico, costituito da una stella o timone che fa girare due rulli, uno superiore e uno inferiore, in mezzo ai quali scorre in senso orizzontale, un piano di stampa in acciaio con un feltro sovrapposto.
    Tra il piano e il feltro verranno posizionate la matrice inchiostrata e la carta da stampa, precedentemente bagnata e asciugata dall’acqua in eccesso. Si alza il feltro, poi con delicatezza la carta e… ecco che abbiamo visibile il risultato di tutti i nostri sforzi! I fogli appena stampati si lasciano asciugare per qualche giorno tra cartoni rigidi.
    Nella fase finale le opere verranno numerate in serie, titolate e firmate dall’autore.

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    pesce

    Dal 21 al 22 MAGGIO 2016

    02_ceramolle_HEADER_DEF
    fregio_lungo

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    La ceramolle o vernice molle è una tecnica indiretta.
Due sono in particolare i tipi di segno ottenuti: uno granuloso, che imita in maniera molto fedele il segno di una matita o un carboncino su carta ruvida, e uno più morbido e pastoso, che richiama lo sfumato ottenuto con un pastello. Altro punto di forza è la sua capacità di riprodurre le texture più disparate, anche molto complesse.
    Molto utile per chi lavora a pennello o pennino e a chi esegue lavori di precisione.

     

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE

    Si lucida e sgrassa la lastra come per l’acquaforte e si ricopre con uno strato di vernice molle su un piano scaldante passando con un rullo o un tampone di pelle; poiché è molle e sensibile anche al tatto, bisogna quindi prestare particolare attenzione nel maneggiarla.

    Una volta trasferito il disegno in modo speculare sulla parte ruvida della carta velina, posizioneremo la stessa a contatto con la cera, chiudendo bene le parti eccedenti ai lati.

    Si disegna sui tratti che si intravvedono nella parte lucida della velina procedendo come per un normale chiaroscurato, poiché questa sarà l’operazione che precede la morsura, grazie al fatto che la matita segna e asporta già la vernice sensibile.

    La pressione esercitata dalla matita determinerà il risultato finale e dove si spingerà maggiormente si asporterà più vernice e dunque ci sarà più superficie soggetta all’azione dell’acido, ovvero più scura. Viceversa, se si esercita una minore pressione, avremo un segno più tenue e meno intaccabile dall’acido.

    Dopo aver fissato questo disegno con le morsure, la lastra può essere utilizzata per creare gli sfondi, imprimendo elementi quali carte con particolari texture, stoffe con disegni a rilievo, fili di vario genere, etc. che lasceranno le loro tracce e arricchiranno il lavoro manuale; quindi si procede con le nuove morsure. Qualora fosse necessario si potrà procedere integrando altre tecniche: acquaforte, acquatinta, puntasecca, ad esempio, per rafforzare alcuni segni. Si elimina la vernice con petrolio o acquaragia, volendo anche con olio vegetale e si procede alla stampa su carta di cotone, come per l’acquaforte.

    Una volta asciutte, le stampe verranno numerate, titolate e firmate dall’autore.

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    vipera

    Dal 04 al 05 GIUGNO 2016

    03_ACQUATINTA_HEADER_DEF
    fregio_lungo

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    L’acquatinta è una tecnica di incisione indiretta che lavora sulle tonalità; il segno ottenuto è molto simile alla velatura dell’acquarello: anziché formare l’immagine attraverso una serie organizzata di segni, realizza aree di intensità e forma controllata. Vivamente consigliata agli amanti dell’acquarello.

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE

     

    Si lucida la lastra facendo attenzione a smussare bene i bordi e gli spigoli, si sgrassa e servendosi di un sacchettino di tela che contiene colofonia o pece greca, si ricopre tutta la superficie in modo omogeneo con una pioggia di polvere.

    Si cuoce passandola man mano su una fiamma moderata che tocca il retro della lastra e che terremo a debita distanza da noi con le apposite pinze. Il colore della polvere gialla cambierà, poiché avviene una trasformazione chimica che cristallizza la colofonia rendendola trasparente e fissa al supporto.

    Questa tecnica può essere utilizzata da sola se si vogliono ottenere stacchi tonali decisivi e bidimensionali o sovrapposta ad altre tecniche quali acquaforte, ceramolle ad esempio, sempre per dare completezza all’opera. Quindi, una volta raffreddata, se è sovrapposta ad una delle suddette tecniche, seguiremo i segni sottostanti.

    Diversamente si disegnerà con carta ricalcante bianca e si procederà per copertura con vernice resistente all’acido delle parti che dovranno risultare bianche.

    Proseguiremo con la realizzazione di diverse tonalità di grigio, nei vari passaggi di morsure, che potranno variare da qualche decina di secondo a un’ora e più, in base al risultato desiderato. La resina si elimina con alcol e la vernice coprente con petrolio o acquaragia, quindi si prepara la lastra per l’inchiostratura e la stampa come per le altre tecniche. Una volta asciutte, le stampe verranno numerate, titolate e firmate dall’autore.

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    farfalla

    Dal 25 al 26 GIUGNO 2016

    04_ZUCCHERO_HEADER_def
    fregio_lungo

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    La maniera allo zucchero è una tecnica di incisione indiretta e gli strumenti utilizzati sono pennelli e pennini.
    Con questa tecnica otterremo un segno libero, diretto e spontaneo e un risultato straordinariamente simile al disegno iniziale, riuscendo a riprodurre le sfrangiature e le morbidezze del pennello e il tratto fluido del pennino.

     

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE

    Si prepara la futura matrice smussando bene spigoli e bordi, lucidandola con carte abrasive, creme lucidanti e sgrassanti in modo da fare aderire bene le vernici.

    La Maniera Allo Zucchero è una tecnica indiretta che va in morsura. Si disegna direttamente sulla lastra intingendo il pennello o il pennino (di varie misure in base al risultato che si vorrà ottenere) in un preparato apposito, una soluzione di acqua, zucchero e gomma arabica colorata, in modo da evidenziare sulla lastra i tratti e le pennellate.

    Il tratto, una volta asciutto viene coperto con la vernice per acquaforte e si attende ancora che sia secca, si affumica e si lascia sotto acqua corrente (calda) che scioglie la soluzione, scoprendo i segni creati col pennello e pennino. A questo punto la lastra sarà pronta per la morsura, che può essere unica o studiata in modo da ottenere toni di grigio diversi, coprendo dei segni di volta in volta. In stampa il risultato sarà come una pennellata più chiara nella parte centrale e più scura ai bordi, (dove si accumula più inchiostro). Per ottenere un risultato più omogeneo (segno uniforme), prima di andare in morsura si può dare una spolverata di acquatinta. In ultima istanza si toglie la vernice dalla lastra e si procede alla stampa con numerazione e firma dell’opera.

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    gatto

    Dal 09 al 11 SETTEMBRE 2016

    05_TECNICAMISTA_DEF
    fregio_lungo

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    In questa tre giorni metteremo in connessione le principali tecniche di incisione calcografica: acquaforte, ceramolle, acquatinta, maniera allo zucchero e puntasecca. Al termine del workshop saremo in grado di riprodurre la maggior parte dei segni dal più morbido a quello più duro ottenendo una matrice estremamente ricca e variegata.

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE

    Ceramolle, Acquaforte,
    Acquatinta e Puntasecca
    su di un’unica matrice

    Si prepara la lastra per la tecnica alla ceramolle, trasponendo il disegno a matita con la velina e procedendo con una o più morsure.
    Lasciando la medesima vernice, si interviene direttamente con la punta, come per l’acquaforte sui segni da rafforzare e si procede quindi a morsura.
    Se necessario, sulla stessa vernice si applicano carte, tessuti, fili o altri materiali che lascino impronte; dopo aver isolato con la vernice le parti che non devono essere intaccate dall’acido, si procede con ulteriori morsure. Si pulisce la lastra con petrolio e alcol e si prepara per la tecnica all’acquatinta, intervenendo via via sulle parti da rafforzare o omogeneizzare con l’effetto tonale caratteristico di questa tecnica. Si pulisce la lastra con petrolio e alcol e si interviene a puntasecca con la punta di acciaio nelle zone che si desidera nere o con un segno differente. Ogni singola tecnica può essere abbinata alle altre anche senza doverle affrontare tutte insieme; per esempio: acquaforte e acquatinta, acquaforte e puntasecca e così via.
    Si unge un pò la superficie della lastra e si inchiostra come di consueto, quindi si pulisce delicatamente per non scaricare troppo i segni a puntasecca con tarlatana e carta e si procede alla stampa al torchio. Una volta asciutte, le stampe verranno numerate, titolate e firmate dall’autore.

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    polpo

    Dal 01al 02 OTTOBRE 2016

    06_LINOLEUM_HEADER_DEF
    fregio_lungo

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    La Linoleografia è una tecnica rilievografica (a rilievo) di immagini e grafi che su carta o stoffa mediante l’uso di una matrice ricavata incidendo il linoleum.
La matrice ottenuta può venire utilizzata per stampare diverse copie del progetto. Lavorando a forma persa potremo ricavare stampe anche molto complesse e a più colori.

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE

     

    La tecnica di incisione non si discosta dalla xilografia e anche l’aspetto delle stampe è molto simile.

    Il linoleum è più facile da lavorare rispetto al legno, poiché non presenta venature ed è relativamente plastico e compatto; si adatta ad un disegno spontaneo che sia eseguito a grafite, con inchiostro o con una penna sfera.

    Questo materiale fu usato per realizzare matrici per la stampa in rilievo dai primi anni del XX secolo. Hanno inciso su linoleum, fra gli altri, Kandinsky e alcuni Espressionisti. Picasso ha legato il proprio nome al linoleum grazie alle molte stampe a colori incise tra il 1958 e il 1964.

    L’artista spagnolo è stato uno dei primi a creare una matrice a perdere, dove, una volta incisa la lastra e stampata tornava a “cavare” e ri-stampare sullo stesso foglio “a registro” dal colore più chiaro a quello più scuro, lasciando al termine del lavoro un cliché completamente scarnificato e inutilizzabile (a perdere appunto).

    La stampa della linoleografia

     Il procedimento d’inchiostratura e stampa è identico per ambedue i tipi di incisione: xilografia e linoleografia. Con un rullo di gelatina si passa più volte sulla matrice un po’ d’inchiostro tipografico avendo cura di distribuirlo in maniera uniforme e in quantità tale da non farlo debordare dalle linee incise a rilievo debordare dalle linee incise a rilievo cercando quindi di non sporcare i bianchi risparmiati. Si stende poi sulla matrice un foglio di carta e lo si fa aderire strofinando ripetutamente e con brevi cerchi concentrici con una stecca di bosso, un cucchiaio o un baren (antico strumento giapponese con manico in canna) facendo attenzione a non muovere il foglio. Per stampare meccanicamente si utilizza un torchio a pressione piana e uniforme, ottenuta manualmente grazie a un meccanismo a vite, in alternativa si può usare anche un torchio calcografico o tipografico registrato a dovere.

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    volpe

    Dal  29 al 30 OTTOBRE 2016

    07_MOKUHANGA_HEADER
    fregio_lungo

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    Moku hanga ovvero stampa da legno in giapponese è una tecnica grafica e illustrativa con piu’ di 1000 anni di storia.
    Conosciuta ovunque grazie ai capolavori della epoca Ukiyo-e e le opere di Hokusai e Hiroshige. In questo corso base imparerete una tecnica grafica ancora validissima, che offre un’alternativa atossica alla classica incisione occidentale. Ci si avvicinerà a questa tecnica utilizzando pigmenti ad acqua e senza solventi.
Si stamperà a mano con un Baren, (cosa che potrete continuare a fare comodamente a casa senza un torchio) e si otterranno belle stampe multicolori.

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE

    L’elemento principe di questa tecnica è ovviamente il legno, si utilizza il ciliegio, il bosso e in maniera sempre più frequente multistrati di tiglio o pioppo. Trattandosi di una tecnica di incisione diretta a rilievo si asporterà il materiale con sgorbie e coltelli risparmiando il disegno, intagliando una matrice per ogni singolo colore. Esistono molte attinenze con l’incisione su linoleum ma una sostanziale differenza, non si usa un rullo per inchiostrare e nessun colore a base oleosa.
Nella xilografia giapponese i pigmenti sono ad acqua e amido di riso, che vengono mescolati direttamente sul blocco con un pennello, dove, proprio la variazione nella stesura crea sfumature ed effetti sorprendenti. Proprio nella fase di stampa l’artista ha infinite possibilità di operare per ottenere i risultati più diversi. Alla base del buon risultato c’è un sistema di messa a registro della carta che ci permette di stampare più volte e a più colori sullo stesso foglio. La carta umida viene posizionata sopra il blocco inchiostrato in precedenza e, usando il baren (strumento apposito per la stampa, fatto di cartone pressato, corda e bambù) spingiamo il pigmento dentro la fibra della carta, che, tradizionalmente è una washi (carta di gelso fatta a mano) in questo modo l’immagine si viene a formare con vari strati di colore sottili e trasparenti. Il Moku hanga è nato per fare stampe in quantità, perfette riproduzioni, ma si presta in egual modo all’opera unica e alla monotipia con tante piccole varianti.
In questo corso faremo una breve introduzione alla storia della stampa giapponese e alla sua realtà contemporanea, analizzando artisti e tecnica, poi, gli iscritti avranno la possibilità di stampare a 2/3 colori usando blocchi di legno morbido e di facile intaglio, impareranno a progettare una stampa, a trasferirla sul blocco e ad incidere lo stesso con sgorbie e coltellini giapponesi.
Al temine del workshop si potrà fare una piccola edizione di stampe uguali e/o con varianti.
L’utilizzo del materiale necessario è incluso nel prezzo e consiste in: 2 blocchi di legno, un kit di coltellini giapponesi, un baren, carta giapponese, pigmenti e colla.
    Per chi fosse interessato a proseguire con la stampa in autonomia, può comprare un kit apposito a prezzo agevolato (baren da studente, coltelli, pennello per stencil).

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    snake

    Chi Siamo

    Team member

    Andrew Stone

    Maestro Xilografo

    Andrew Stone, Californiano, classe 1962, vive e divide il suo tempo fra Firenze e Santa Cruz.
    Laureato in Belle Arti e in Medicina, ha lavorato per anni negli USA come medico di prima linea (ER) pur mantenendo un laboratorio di disegno, acquarello, e scultura.
    Ha gestito gruppi di lavoro in Florida e California, e, in seguito, frequentato corsi di Incisione calcografica (Gainesville, FL 1989), di monotipia (Santa Fe, NM 1998), Incisione atossica (Berkeley, CA 2005). Nel 2004-2005 ha studiato scultura di marmo a Pietrasanta (MC) presso lo studio Leonardo a Querceta. Dal 2005, dopo un corso con April Vollmer di xilografia giapponese, si è dedicato principalmente a questa tecnica. Ha partecipato alla Prima Conferenza Internazionale di Moku Hanga a Kyoto nel 2011 e contribuisce e partecipa regolarmente al “Baren Forum”, importante gruppo internazionale di xilografia.
    Opera in studio a Firenze, nella zona di San Frediano, immersa fra artisti ed artigiani dell’Oltrarno, dove propone workshop di xilografia.
    Lacrime di rospo è un blog dove Andrew parla delle sue esplorazioni nel mondo della xilografia giapponese e dei tentativi di scoprire, tramite questa antica tecnica, un nuovo modo di esprimersi.

    Team member

    Enrico Rambaldi

    Illustratore Incisore

    Enrico Rambaldi, nato a Ferrara nel 1970, dopo essersi diplomato presso la scuola di fumetto di Milano, ha lavorato come illustratore/grafico freelance per diverse agenzie di pubblicità e case editrici, realizzando copertine (Esse/Effe edizioni e International Press), illustrazioni naturalistiche (Ardeola.it, Ente parco del Gargano, Parco del Delta del Po, Oasis, Parco delle Foreste Casentinesi) e curando la parte grafica e illustrativa per diversi cd rom educational della De Agostini, illustrazioni scolastiche (Raffaello Editore, Eli Publishing, De Agostini).Ha inoltre realizzato l’intero progetto grafico e le illustrazioni di WhereWolf, l’innovativo gioco di comitato presentato a Lucca Comics and Games 2012 dalla Raven Distribution e la relativa app per iphone-ipad. Dal 2003 al 2012 è stato direttore creativo dell’agenzia di grafica pubblicitaria EGO immaginare/comunicare/creare. Ha illustrato i libri-guida per ragazzi (Una pigna per Ravenna e Una pigna tira l’altra) per la casa editrice Longo. Fra il 2009 e il 2011 ha fatto parte del direttivo dell’Associazione Illustratori di Milano, di cui ha coordinato i corsi (illustrazione/ fumetto) a Ravenna e Bologna. Nel 2014 fonda, in collaborazione, INK33, uno studio-laboratorio che si occupa di illustrazione editoriale e pubblicitaria, graphic design, organizzazione di workshop di incisione e stampa artistica.

    Team member

    Annalicia Caruso

    Maestra incisora

    Annalicia Caruso, nata a Nicosia (Enna), si è trasferita a Bologna per studiare all’Accademia di Belle Arti. Dopo aver conseguito il Diploma di Decorazione, ha intrapreso anche la carriera di Incisora Professionista; nel suo studio artistico, in centro a Bologna (vicino alla casa di Giorgio Morandi), impartisce lezioni private col suo torchioprofessionale Bendini. Progetta, incide, stampa e rilega a mano libri d’artista. Nel proprio atelier, organizza e cura mostre di incisione, finanche sotto l’egida dell’AMACI (Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani). È inoltre Vicepresidente dell’Associazione Culturale SerenArte, di cui dirige la sezione Incisione col suo gruppo Incisione Bologna. Espone e vende in tutto il mondo, anche tramite Saatchi di Londra. Collabora con Enti e Comuni (Bologna, Sperlinga, Nicosia), negozi (Firenze) con la fornitura di proprie opere per varie occasioni e manifestazioni. È insegnante presso l’Associazione Culturale PGM di Bologna; fa parte del Repertorio ufficiale di Stampe del Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo. È presente con il nome Incisione Bologna su YouTube e Facebook.

    Galleria Lavori

    Poe – Acquatinta

    Linoleum – Ghiandaia

    Linoleum – Gheppio

    Linoleum -Fionda

    Vestigia – Acquatinta

    Betta splendens – Acquaforte

    Lovecraft – Tecnica mista

    Formica – Ceramolle

    Novità

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    INK 33 Via Salara 33, 48121 Ravenna Cell. 333 6907459 infoink33@gmail.com

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    Incisione Bologna, Cell. 349 644952  incisionebologna@gmail.com

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