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    INK 33

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    INK33 è un laboratorio d’incisione, di stampa e d’illustrazione in cui si insegnano e sviluppano tecniche destinate a menti creative che, attraverso percorsi mirati, potranno ampliare la loro capacità espressiva. Arte e sperimentazione diventano qualcosa d’indissolubile dove presente e passato coesistono felicemente.

    Situato in centro storico a Ravenna, il nostro laboratorio vuole dare slancio all’antica pratica incisoria, rendendola accessibile e contemporanea. INK33 insegna l’antica arte dell’incisione su metallo (zinco e rame), su linoleum e su legno (di testa e di filo) con incursioni nel mondo della calligrafia e della legatoria. I workshop che proponiamo nascono con lo scopo di approfondire e divulgare proprio queste tecniche classiche. Svolti insieme a un team di esperti maestri incisori, i nostri percorsi si rivolgono non solo agli illustratori, ai pittori, agli scultori, ai giovani di Belle Arti e dei Licei Artistici, ma anche a tutti coloro che hanno intenzione di approfondire i propri interessi in materia di tecniche incisorie e illustrative o di dare libero sfogo al loro lato più estroso. I corsi personalizzati di INK33 consolidano la conoscenza delle principali tecniche calcografiche e rilievografiche, favorendo l’acquisizione di una maggiore sicurezza nel proprio lavoro: dato che la sperimentazione è il cuore pulsante dell’atto creativo, si imparerà non solo a interpretare l’errore grafico come sua parte integrante, ma anche ad accettarlo e ad “adattarlo” a proprio vantaggio riuscendo a intervenire operativamente. Durante i nostri workshop vi parleremo anche di storia dell’incisione, cercando un collegamento fra il linguaggio antico e quello attuale.

    I DOCENTI DI INK33

    I nostri workshop sono tenuti e organizzati da Enrico Rambaldi (illustratore/incisore-INK33), con la preziosa collaborazione di Annalicia Caruso (incisore-Incisione Bologna), di Andrew Stone (xilografo mokuhanga, autore del blog Lacrime di rospo), di Egidio Miserocchi (xilografo/stampatore-Stamperia Miserocchi), di Umberto Giovannini (xilografo-Opificio dalla Rosa) di Alberto Zannoni (incisore-Opificio della Rosa) e da Cosetta Gardini (graphic designer/calligrafa-Casa Walden).

    1° Corso:    LINOLEOGRAFIA (CORSO BASE)
    04 e 05 marzo – Docente: Enrico Rambaldi

    2° Corso:    ACQUAFORTE (C. BASE)
    25 e 26 marzo – Docenti: Annalicia Caruso, Enrico Rambaldi

    3° Corso:    ACQUATINTA (C. BASE)
    29 e 30 aprile – Docenti: Annalicia Caruso, Enrico Rambaldi

    4° Corso:    CERAMOLLE (C. BASE)
    13 e 14 maggio – Docenti: Annalicia Caruso, Enrico Rambaldi

    5° Corso:    LINOLEOGRAFIA E STAMPA SU STOFFA (C.AVANZATO)
    26/27/28 maggio – Docenti: Enrico Rambaldi, Egidio Miserocchi

    6° Corso:    XILOGRAFIA POLICROMA – CAMAÏEU (C. BASE)
    23/24/25 giugno – Docente: Umberto Giovannini

    7° Corso:    LINOLEOGRAFIA (C.AVANZATO)
    23 e 24 settembre – Docente: Enrico Rambaldi

    8° Corso:    XILOGRAFIA GIAPPONESE – MOKU HANGA (C.BASE)

    20/21/22 ottobre – Docente: Andrew Stone

    9° Corso:    BULINO SU RAME (C. BASE)
    03/04/05 novembre – Docente: Alberto Zannoni

    10° Corso:    CALLIGRAFIA – BRUSH SCRIPT (C. BASE)
    25 e 26 novembre – Docente: Cosetta Gardini

     

    • durata: 2/3 giorni, (a seconda del tipo di corso) sabato e domenica o, nel caso, venerdi, sabato e domenica

    • Presso il laboratorio INK33 in via Salara, 33 a Ravenna

    • Orari: 10,00 – 13,00 / 14,00 – 18,00

    • Costi e modalità di iscrizione: chiedere informazioni a infoink33@gmail.com telefonare al 3336907459

    • i materiali d’uso e le attrezzature necessarie sono comprese nella quota di iscrizione del corso

    Modulo

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    Dal 04 al 05 MARZO 2017

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    La Linoleografia è una tecnica rilievografica (a rilievo) di immagini e grafiche su carta o stoffa mediante l’uso di una matrice ricavata incidendo il linoleum.
La matrice ottenuta può venire utilizzata per stampare diverse copie del progetto. Lavorando a forma persa potremo ricavare stampe anche molto complesse e a più colori.

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE SU LINOLEUM DI: ENRICO RAMBALDI

    La tecnica di incisione non si discosta dalla xilografia e anche l’aspetto delle stampe è molto simile. Il linoleum è più facile da lavorare rispetto al legno, poiché non presenta venature ed è relativamente plastico e compatto; si adatta ad un disegno spontaneo che sia eseguito a grafite, con inchiostro o con una penna sfera. Questo materiale fu usato per realizzare matrici per la stampa in rilievo dai primi anni del XX secolo. Hanno inciso su linoleum, fra gli altri, Kandinsky e alcuni Espressionisti.

    Picasso ha legato il proprio nome a questo medium grazie alle molte stampe a colori incise tra il 1958 e il 1964. L’artista spagnolo è stato uno dei primi a creare una matrice a perdere, dove, una volta incisa la lastra e stampata tornava a “cavare” e ri-stampare sullo stesso foglio “a registro” dal colore più chiaro a quello più scuro, lasciando al termine del lavoro un cliché completamente scarnificato e inutilizzabile (a perdere appunto).

     

    La stampa della linoleografia

    Il procedimento d’inchiostratura e stampa è identico per ambedue i tipi di incisione: xilografia e linoleografia. Con un rullo di gelatina si passa più volte sulla matrice un po’ d’inchiostro tipografico avendo cura di distribuirlo in maniera uniforme e in quantità tale da non farlo debordare dalle linee incise a rilievo cercando quindi di non sporcare i bianchi risparmiati.
 Si stende poi sulla matrice un foglio di carta e lo si fa aderire strofinando ripetutamente e con brevi cerchi concentrici con una stecca di bosso,

    un cucchiaio o un baren (antico strumento giapponese con manico in canna) facendo attenzione a non muovere il foglio. Per stampare meccanicamente si utilizza un torchio a pressione verticale, ottenuta manualmente grazie a un meccanismo a vite, in alternativa si può usare anche un torchio calcografico o tipografico registrato “a dovere”.

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    Dal 25al26 MARZO 2017

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    L’acquaforte è la prima tecnica indiretta in cavo ed è la più usata come mezzo espressivo dagli artisti antichi e moderni.
    Il segno ottenuto è visibilmente netto e pulito. Consigliatissimo per chi lavora a pennello o pennino e a chi esegue lavori di precisione.

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE DI: ANNALICIA CARUSO

    Si inizia con la lucidatura della lastra di zinco grezza con carte abrasive adatte ai metalli, in genere si parte dalla grana 600/800/1000, per finire la lucidatura a specchio con la 1200. Volendo si può ultimare questa operazione con della pasta lucidante per metalli. Si smussano spigoli e bordi con raspa e raschietto (bisellatura), poi si procede alla sgrassatura con bianco di Spagna e si ripulisce sotto l’acqua corrente. A questo punto si copre la superficie della lastra con vernice per acquaforte resistente all’acido che, una volta asciutta, verrà affumicata e vi sarà trasferito in modo speculare il disegno stabilito con carta da lucido, poiché l’affumicatura funge da carta ricalcante. Si procederà al lavoro di asportazione della stessa vernice per mezzo di punte metalliche per scoprire il disegno e fare la morsura in acido con le dovute precauzioni, sia personali con guanti e mascherina, sia del retro della lastra con scotch resistente all’acido. La morsura, a seconda dell’esigenza richiesta dal risultato finale, può essere unica o suddivisa in vari tempi o combinata con altre tecniche. Si consiglia sempre l’uso di un diario delle lastre, al fine di segnare tutti i passaggi del lavoro in corso e come promemoria per le successive matrici.

    Una volta terminate le morsure si elimina la vernice con petrolio o acquaragia e si procede all’ inchiostratura e alla stampa al torchio. L’inchiostratura si esegue con specifici inchiostri calcografici di vari colori e marche che si spalmano con spatole per incisione. Subito dopo si elimina l’inchiostro in eccesso con tarlatana e carta di elenchi telefonici e si puliscono bene i bordi. La stampa si esegue con l’apposito torchio calcografico, costituito da una stella o timone che fa girare due rulli, uno superiore e uno inferiore, in mezzo ai quali scorre in senso orizzontale, un piano di stampa in acciaio con un feltro sovrapposto. Tra il piano e il feltro verranno posizionate la matrice inchiostrata e la carta da stampa, precedentemente bagnata e asciugata dall’acqua in eccesso. Si alza il feltro, poi con delicatezza la carta e… ecco che abbiamo visibile il risultato di tutti i nostri sforzi! I fogli appena stampati si lasciano asciugare per qualche giorno tra cartoni rigidi. Nella fase finale le opere verranno numerate in serie, titolate e firmate dall’autore.

     

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    Dal 29al 30 APRILE 2017

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    L’acquatinta è una tecnica di incisione indiretta che lavora sulle tonalità; il segno ottenuto è molto simile alla velatura dell’acquerello: anziché formare l’immagine attraverso una serie organizzata di segni, realizza aree di intensità e forma controllata. Vivamente consigliata agli amanti dell’acquerello.

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE DI: ANNALICIA CARUSO

    Si lucida la lastra facendo attenzione a smussare bene i bordi e gli spigoli (bisellatura), si sgrassa e servendosi di un sacchettino di tela che contiene colofonia o pece greca, si ricopre tutta la superficie in modo omogeneo con una pioggia di polvere. Si cuoce passandola man mano su una fiamma moderata che tocca il retro della lastra e che terremo a debita distanza da noi con le apposite pinze. Il colore della polvere gialla cambierà, poiché avviene una trasformazione chimica che cristallizza la colofonia rendendola trasparente e fissa al supporto. Questa tecnica può essere utilizzata da sola se si vogliono ottenere stacchi tonali decisivi e bidimensionali o sovrapposta ad altre tecniche quali acquaforte, ceramolle o maniera allo zucchero ad esempio, sempre per dare completezza all’opera. Quindi, una volta raffreddata, se è sovrapposta ad una delle suddette tecniche, seguiremo i segni sottostanti.

    Diversamente si disegnerà con carta ricalcante bianca e si procederà per copertura con vernice resistente all’acido delle parti che dovranno risultare bianche. Proseguiremo con la realizzazione di diverse tonalità di grigio, nei vari passaggi di morsure, che potranno variare da qualche decina di secondo a un’ora e più, in base al risultato desiderato. La resina si elimina con alcol e la vernice coprente con petrolio o acquaragia, quindi si prepara la lastra per l’inchiostratura e la stampa come per le altre tecniche. Una volta asciutte, le stampe verranno numerate, titolate e firmate dall’autore.

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    Dal 13 al 14 MAGGIO 2017

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    La ceramolle o vernice molle è una tecnica indiretta.
Due sono in particolare i tipi di segno ottenuti: uno granuloso, che imita in maniera molto fedele il segno di una matita o un carboncino su carta ruvida, e uno più morbido e pastoso, che richiama lo sfumato ottenuto con un pastello. Altro punto di forza è la sua capacità di riprodurre le texture più disparate, anche molto complesse.
    Molto utile per chi lavora a pennello o pennino e a chi esegue lavori di precisione.

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE DI: ANNALICIA CARUSO

    Si lucida e sgrassa la lastra come per l’acquaforte e si ricopre con uno strato di vernice molle su un piano scaldante passando con un rullo o un tampone di pelle; poiché è molle e sensibile anche al tatto, bisogna quindi prestare particolare attenzione nel maneggiarla. Una volta trasferito il disegno in modo speculare sulla parte ruvida della carta velina, posizioneremo la stessa a contatto con la cera, chiudendo bene le parti eccedenti ai lati. Si disegna sui tratti che si intravvedono nella parte lucida della velina procedendo come per un normale chiaroscurato, poiché questa sarà l’operazione che precede la morsura, grazie al fatto che la matita segna e asporta già la vernice sensibile.
    La pressione esercitata dalla matita determinerà il risultato finale e dove si spingerà maggiormente si asporterà più vernice e dunque ci sarà più superficie soggetta all’azione dell’acido, ovvero più scura.

    Diversamente, se si esercita una minore pressione, avremo un segno più tenue e meno intaccabile dall’acido. Dopo aver ottenuto questo disegno con le morsure, la lastra può essere utilizzata per creare gli sfondi, imprimendo elementi quali carte con particolari texture, stoffe con disegni a rilievo, fili di vario genere, etc. che lasceranno le loro tracce e arricchiranno il lavoro manuale; quindi si procede con le nuove morsure. Qualora fosse necessario si potrà procedere integrando altre tecniche: acquaforte, acquatinta, puntasecca, ad esempio, per rafforzare alcuni segni. Si elimina la vernice con petrolio o acquaragia, volendo anche con olio vegetale e si procede alla stampa su carta di cotone, come per l’acquaforte. Una volta asciutte, le stampe verranno numerate, titolate e firmate dall’autore.

     

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    Dal 26 al 28 MAGGIO 2017

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    In questa tre giorni metteremo in connessione la linoleografia (e intaglio della matrice) con la stampa su stoffa, preparando uno stampo adatto allo scopo. Ci allontaneremo dall’intaglio classico dovendo mantenere una maggiore distanza tra i “segni” e lavorando su forme leggermente “semplificate” per poter riprodurre in maniera fedele il nostro disegno su tela.
    Si useranno tecniche molto antiche come la stampa con la ruggine (XVIII sec.) e altri pigmenti naturali (vegetali e minerali).

     

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE E STAMPA DI ENRICO RAMBALDI E EGIDIO MISEROCCHI

    La tecnica di incisione non si discosta dalla xilografia e anche l’aspetto delle stampe ottenibili è molto simile. Il linoleum è più facile da lavorare rispetto al legno poiché non presenta venature ed è relativamente plastico e compatto; si adatta ad un disegno spontaneo che sia eseguito a grafite, con inchiostro o con una penna sfera. Con questo materiale si realizzavano matrici per la stampa in rilievo fin dai primi anni del XX secolo. Hanno inciso su linoleum, fra gli altri, Kandinsky e alcuni Espressionisti. Picasso ha legato il proprio nome al linoleum grazie alle molte stampe a colori incise tra il 1958 e il 1964.La stampa della linoleografia su stoffa: La nostra matrice verrà “accoppiata” con una base lignea (legno multi-strato) tramite colla e piccoli chiodi (semenze), ottenendo così un elemento

    simile ad un grande “timbro”. Il procedimento d’inchiostratura avviene tramite “contatto” con un tampone precedentemente ricoperto di pigmento semi-liquido. Infine lo stampo andrà sistemato nella posizione corretta, calcolando l’ingombro sulla stoffa e “picchiando” con un mazzuolo in più punti andremo a trasferire il colore sul supporto. In ultimo, dopo aver lasciato “riposare” la nostra stampa, procederemo con il fissaggio, ottenendo così una stampa su stoffa definitiva e durevole nel tempo.

     

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    Dal 23 al 25 GIUGNO 2017

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    Durante questo corso conoscerete le diverse tecniche e utilizzerete materiali, strumenti e metodologie per realizzare xilografie a più matrici (policrome) attraverso la tecnica classica del camaïeu, fino ad ottenere una piccola tiratura di stampa.

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE DI UMBERTO GIOVANNINI

    La Xilografia (incisione su legno) è la più antica tecnica grafica. La potenza e comunicatività del suo segno è il cuore di opere realizzate a partire dal XIV secolo, passando da Dürer e Holbein, fino a Münch, Cezanne, Picasso e agli artisti contemporanei. Negli ultimi anni è tornato un grande interesse per questa tecnica, oltre che per il suo linguaggio, perché è una tecnica ecologica che utilizza il legno, inchiostri a olio ed essenze naturali. Verrà insegnata la particolare tecnica di intaglio “bilanciato” sviluppata con il fine di avere un’estrema precisione e una grande rapidità nel lavoro. Si passerà alle tecniche base di stampa a registro e inchiostrazione policroma.L’esecuzione di una xilografia a più legni, o matrici, offre all’artista infinite possibilità

    di espressione e richiede: l’opera finita a colori su carta, la selezione dei colori contemporaneamente al calco delle varie zone dei colori principali, tenuti sempre presenti quelli composti che devono essere inclusi nelle zone dei loro componenti; il riporto a registro perfetto del disegno delle varie tinte sulle rispettive tavole; l’incisione e quindi la stampa delle varie matrici in sovrapposizione sullo stesso foglio. Un lavoro difficile che l’artista dovrà svolgere di persona, poiché in ogni sua fase (disegno, incisione, stampa) rimane il segno caratteristico di chi ne è stato l’esecutore.

     

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    Dal 20al22 OTTOBRE 2017

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    Docente: Andrew Stone

    Moku hanga ovvero stampa da legno in giapponese è una tecnica grafica e illustrativa con piu’ di 1000 anni di storia.
    Conosciuta ovunque grazie ai capolavori della epoca Ukiyo-e e le opere di Hokusai e Hiroshige. In questo corso base imparerete una tecnica grafica ancora validissima, che offre un’alternativa atossica alla classica incisione occidentale. Ci si avvicinerà a questa tecnica utilizzando pigmenti ad acqua e senza solventi.
    Si stamperà a mano con un Baren, (cosa che potrete continuare a fare comodamente a casa senza un torchio) e si otterranno belle stampe multicolori.

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE DI: ALBERTO ZANNONI

    L’elemento principe di questa tecnica è ovviamente il legno, si utilizza il ciliegio, il bosso e in maniera sempre più frequente multistrati di tiglio o pioppo. Trattandosi di una tecnica di incisione diretta a rilievo si asporterà il materiale con sgorbie e coltelli risparmiando il disegno, intagliando una matrice per ogni singolo colore. Esistono molte attinenze con l’incisione su linoleum ma una sostanziale differenza, non si usa un rullo per inchiostrare e nessun colore a base oleosa.
    Nella xilografia giapponese i pigmenti sono ad acqua e amido di riso, che vengono mescolati direttamente sul blocco con un pennello, dove, proprio la variazione nella stesura crea sfumature ed effetti sorprendenti. Proprio nella fase di stampa l’artista ha infinite possibilità di operare per ottenere i risultati più diversi. Alla base del buon risultato c’è un sistema di messa a registro della carta che ci permette di stampare più volte e a più colori sullo stesso foglio. La carta umida viene posizionata sopra il blocco inchiostrato in precedenza e, usando il baren (strumento apposito per la stampa, fatto di cartone pressato, corda e bambù) spingiamo il pigmento dentro la fibra della carta, che, tradizionalmente è una washi (carta di gelso fatta a mano) in questo modo l’immagine si viene a formare con vari strati di colore sottili e trasparenti.

    Il Moku hanga è nato per fare stampe in quantità, perfette riproduzioni, ma si presta in egual modo all’opera unica e alla monotipia con tante piccole varianti.
    In questo corso faremo una breve introduzione alla storia della stampa giapponese e alla sua realtà contemporanea, analizzando artisti e tecnica, poi, gli iscritti avranno la possibilità di stampare a 2/3 colori usando blocchi di legno morbido e di facile intaglio, impareranno a progettare una stampa, a trasferirla sul blocco e ad incidere lo stesso con sgorbie e coltellini giapponesi.
    Al temine del workshop si potrà fare una piccola edizione di stampe uguali e/o con varianti.
    L’utilizzo del materiale necessario è incluso nel prezzo e consiste in: 2 blocchi di legno, un kit di coltellini giapponesi, un baren, carta giapponese, pigmenti e colla.
    Per chi fosse interessato a proseguire con la stampa in autonomia, può comprare un kit apposito a prezzo agevolato (baren da studente, coltelli, pennello per stencil).

     

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    Dal 03al05 NOVEMBRE 2017

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    Questo corso è un’occasione per avvicinarsi alla tecnica del bulino su rame. Avendo a disposizione tre giornate (ed essendo una tecnica complessa) si riusciranno ad ottenere le basi per cimentarsi con questa antica pratica.  In una fase preliminare verrà affrontata la preparazione e la lucidatura della lastra, quindi le metodologie di affilatura degli strumenti. Successivamente saranno sperimentate le differenti tecniche d’incisione diretta: le diverse tipologie del segno; il segno sintetico lineare; il rapporto tra i segni gravi e lievi; la ritmicità del tratteggio e le onde delle anatomie cinquecentesche. Al termine del percorso il procedimento di stampa (inchiostrazione e pulizia della lastra, utilizzo del torchio calcografico), permetterà l’osservazione del lavoro finito.

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE DI: ALBERTO ZANNONI

    La tecnica a bulino è la più antica tra i vari procedimenti calcografici (acquaforte, maniera nera, punta secca ecc…). L’origine risale alla prima metà del Quattrocento e deriva dalla tecnica usata fin dal Medioevo dagli orafi, che impiegavano il bulino per ottenere incavi nelle lamine, generalmente d’argento, poi colmati per rendere evidente il disegno, con una mistura nera chiamata nigellum (niello). È una tecnica “diretta”, poiché è la mano dell’incisore a tracciare i segni sul metallo, senza utilizzare acidi o mordenti (come avviene nell’acquaforte), questi segni vengono realizzati con il bulino, strumento costituito da una sottile barra di acciaio temperato con una estremità tagliata trasversalmente ed affilata, può essere di sezioni diverse: quadrata, triangolare, a losanga, ecc… a seconda delle esigenze dell’incisore. L’altra estremità è infissa in una impugnatura di legno a forma di mezza sfera che si adatta alla mano dell’incisore, permettendogli di conferire con il palmo della mano una spinta costante e di esercitare contemporaneamente una pressione con l’indice sulla barra,

    contrapponendosi al movimento della lastra guidata dall’altra mano. Quindi per le linee curve si fa ruotare la lastra con la mano sinistra mentre il bulino deve rimanere pressoché fermo, in questa fase l’affilatura dello strumento (ottenuta con pietre di diversa finitura) gioca un ruolo fondamentale e determinante per una buona riuscita dell’incisione. Nella fase di intaglio, si sollevano ai margini del segno leggere barbe che a lavoro ultimato vanno rimosse con un raschietto. Con il bulino, dopo molta pratica, è possibile ottenere un segno particolarmente netto e preciso, di estrema raffinatezza, caratteristica distintiva di questa tecnica. Saranno i segni così incisi a trattenere l’inchiostro da stampa (tecnica in incavo) che verrà trasferito sulla carta grazie alla pressione del torchio calcografico.

     

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    Dal 25al26 NOVEMBRE 2017

    CARATTERISTICHE DEL CORSO

    Il corso prevede lo studio delle lettere calligrafiche con l’utilizzo della Brush Pen e si approfondirà la conoscenza della sua versatilità. Sono penne con la punta a pennello tondo e sintetico. Si possono usare sia per le calligrafie storiche ma anche per quelle più espressive. Verranno insegnate le forme base con i semplici principi dello script e saranno caratterizzate dalla pressione della penna sul foglio. Queste lettere sono chiare e una volta imparata la costruzione possono essere scritte  con tante variazioni in modo che ognuno possa rendere il proprio alfabeto originale.

    PICCOLO MANUALE DI INCISIONE DI: COSETTA GARDINI

    La calligrafia è unica e personale e in questa epoca in cui il digitale ha preso il sopravvento, diventa una rivincita della creatività e della manualità. Ogni scrittura a mano ha una propria  personalità e diventa forma espressiva; è una pratica lenta e ha una forte relazione con il corpo, per scrivere bene si deve avere anche una buona postura: corpo eretto, spalle rilassate, braccia appoggiate al tavolo, seduti senza  accavallare le gambe, sguardo e occhi in fronte al foglio e respiro lungo. La stessa forma delle lettere avrà buona stabilità e apertura grazie anche ai movimenti del nostro corpo, di braccio, polso e mano. Scrivere bene non è semplice e per imparare a farlo ci vuole dedizione e tanta pratica ma con buoni  esercizi di allenamento si potrà ammirare la forma grafica delle nostre lettere e segnando aste e cerchi si comprenderà meglio la loro struttura. In questo corso si imparerà la scrittura con la Brush Pen, una penna con la punta a pennello; si sperimenteranno la sua potenzialità e versatilità sulle forme dello script minuscolo e maiuscolo.

    Introdurremo lo strumento e il suo uso a livello teorico per poi passare agli esercizi di allenamento. Presa la sufficiente dimestichezza con la penna, inizieremo a costruire e scrivere le lettere. Allo stesso tempo scopriremo la miglior postura per scrivere senza affaticare corpo e mente. Nell’arco delle due giornate si conoscerà e si lavorerà su tutto l’alfabeto minuscolo e maiuscolo e alcune variazioni per arrivare a scrivere una parola. Ci saranno momenti di approfondimento su questa tecnica tanto in voga tra gli anni ‘30 e ‘50 in America per cartelloni pubblicitari o comunicazioni di solo testo. Non saranno necessari molti materiali, la Brush Pen ha una cartuccia che si sostituisce qualora dovesse finire e si scriverà su fogli adatti al miglior scorrimento di questa penna. Verranno distribuite esaurienti dispense di esercizi preparatori, alfabeti completi e alcuni esempi di calligrafia applicata. Penne, cartucce e fogli si compreranno direttamente al corso mentre altri materiali utili verranno comunicati i giorni precedenti all’incontro.

     

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